Věřící

Io ho paura. Son tempi duri e io ho paura, ma continuo a proteggere la statua. Nessuno vuole ammettere che sono tempi duri, ma uno come me queste cose le sente prima degli altri; io non ho nessuno a cui badare, nessuno che mi distragga, e per questo so per certo che sono tempi duri. […]

GLUKUPIKRON

    Ἔρος δηὖτέ μ’ ὀ λυσιμέλης δόνει, γλυκύπικρον ἀμάχανον ὄρπετον Eros che scioglie le membra mi scuote nuovamente, dolceamara invincibile belva. Saffo   Quando ti ho chiuso gli occhi non sapevo che avrei cercato le tue pupille in ogni buco del mondo, che avrei bloccato la mia cassa toracica alla ricerca del tuo respiro. […]

Mezza cucchiara

Il mordiglione è importante. Quando hai mozzato il tondino col flessibile, Michè, lo devi piegare ammodo, lo accozzi con gli altri, finché ti esce una gabbia che si accomoda bella bella nel càssero. La gabbia va ligata con le staffe, e ne deve spuntare un pezzo altrimenti come la giunti all’armatura del pilastro? Presta attenzione […]

Di mamma ce n’è una

Da più di due ore Grazia, con soddisfazione e un tanticchia di boria, stava ragguagliando Giovanna a proposito delle novità amorose della figlia Cettina: un’insegnante zitella, avviata sulla via dei quaranta, tenuta sempre nella bambagia perché si sa: per le femmine il mondo è pieno d’insidie. Le due sorelle, in terrazza, godevano gli ultimi refoli […]

Blue Monday

Il camper ha le ruote del lato sinistro sullo spartitraffico, sbilenco; il semaforo davanti, rosso. Una donna ci guarda, ha il casco, i capelli neri svolazzano da sotto mentre riparte sullo scooter. Il rantolo del portellone scorre orizzontale, siamo a terra, il tram riparte – Firenze Nova – e lo guardiamo lento passarci davanti. Attraversiamo […]

Per pura formalità, ovvero Turandot non esiste

«Signor commissario, devo confessare un crimine: un omicidio. Un femminicidio, per la precisione. Questa è l’arma del delitto». Quando la signora Soledad Carceres Rivero fece irruzione nel suo ufficio, il commissario Pablo Rey Vincente si trovò davanti due cose che, alle tre di uno spietato pomeriggio d’estate, non potevano lasciarlo felice di abbandonare lo stato […]

Topo di biblioteca

I denti opachi della professoressa Guidi si notavano appena. Anche quando parlava, la professoressa dischiudeva le labbra sottili lasciando solamente un taglio avaro alla fuga delle parole. I denti dell’anziana madre, la maestra Maltoni vedova Guidi, piccoli, scuri, staccati l’uno dall’altro, si intravedevano di rado, nascosti com’erano dietro la cicatrice della bocca verso cui convergevano […]