Amore di mamma

Amore di mamma

Cara Beatrice,
è da più di un anno che non sento la tua vocetta caruccia e ti stupirai di ritrovare questa letterina nella cassetta della posta (chissà se c’è ancora il cuore rosa che ho appiccicato anni fa!). È strano usare un modo antico per farti avere mie notizie ma dovrai accontentarti. Avrei voluto dirtelo dal vivo quanto ancora ti voglio bene, rimani sempre nel mio cuoricione. Informa anche mamma e papà, non li sento da quando sono andata via di casa (mi mancano tanto tanto, diglielo!). Bea, abbiamo caratteri particolari (eravamo diverse già da nanerottole) e mi rendo conto che disapprovi le mie scelte, mi sono allontanata dalla famiglia perché avete voluto voltarmi le spalle in un momento delicatissimo, e la notte ancora piango per questo. Ci sono dei giorni brutti brutti in cui dobbiamo trovare la forza e mettere al primo posto i nostri frugoletti, costi quel che costi. Lo sai, sei madre anche tu. Mi sono messa in contatto con te perché oggi è accaduta una cosa orribile che cambierà la mia vita per sempre, e dovevo farvelo sapere prima di sparire. Se aveste accolto me e il mio amorino con il giusto affetto, forse non sarebbe successo ciò che sto per raccontarti.
Io sono sola, tu hai Danielone al tuo fianco che ti dà una mano ad affrontare i problemi (quante volte mi ha aiutato con i compiti quando venivo a trovarvi!), e certi giorni è proprio difficile riuscire a occuparmi del mio bambolotto e mantenermi. Alla tavola calda faccio del mio meglio per portare un po’ di soldini a casa ma quando esco mi sento morire, sarebbe giusto restassi ogni minuto-secondo con il mio tesoro. Questa società è egoista e maltratta noi mamme, tu lo sai bene, ci sei passata prima di me quando è nata Saretta. Sono terrorizzata quando sono lontana dal mio pupazzetto perché temo che possa accadergli qualcosa di brutto. Lo so, ci ho messo del tempo ad accettarlo, ma sono apprensiva, più di mamma (e anche più di nonna, ricordi quando ci sgridava perché eravamo uscite in giardino?): ho troppa paura di perdere il mio passerotto, è tutta la mia vita. Temo sempre si possa ammalare, ma non posso più andare dal dottore dopo il casino con le vecchiettine in sala d’attesa. Mi hanno insultata quando ho chiesto di saltare la fila perché il mio cucciolo aveva la febbre alta. Mi hanno detto di tutto, sono stata così male! È proprio vero, con l’età si diventa avari di emozioni e incuranti delle esigenze di quei teneri batuffolini, se l’avessi capito prima non mi sarei trovata in questo guaio. Gli anziani corrono dal medico per un nonnulla, quanto sono egoisti! Hanno aggredito una mamma preoccupata per il suo sorcettino, nessuna di loro da giovane ha mai avuto un bambino?
Mi sento frustrata e incompresa, mi chiedo come sia possibile che una ragazza madre abbia così tante difficoltà, a volte vedo tutto brutto brutto. Quando riesco a ritagliarmi qualche minutino libero porto il mio angioletto al parco con la carrozzina. Tra noi dovremmo essere sempre solidali, ma mi fanno proprio incavolicchiare le mamme svogliate a passare tempo con i propri figli. Le vedi distratte al cellulare mentre i bambini giocano a nascondino o si divertono sulle altalene. Le invidio tanto e forse le odio, perché quello che loro potrebbero fare con i loro marmocchietti a me sarà sempre negato: ci passerei giornate intere a spingerlo, dicendogli di stringere forte forte le manine al manubrio del triciclo, o a rincorrerlo mentre scappa con le gambotte leste per i prati, sentendolo ridere e vedendolo crescere giorno dopo giorno. Mi è impossibile entrare nella testolina bacata di quelle madri, non si rendono conto della loro fortuna. Per non parlare degli asili nido, covi di batteri e malattiacce, usati da donne senza scrupoli per rinchiudere i loro scimmiottini e avere tempo libero. Ogni secondo è prezioso e dovremmo dedicarci sempre ai nostri bimbi.
Sto divagando, immagino ti interessino poco gli sfoghi e i problemi che devo affrontare per la mia situazione, altrimenti ti saresti fatta viva. Nonostante le parole cattivissime della nostra ultima lite, mi manchi lo sai? Mi tornano in mente tutti i nostri bisticci. Perché da piccoli è così facile fare pace e quando si cresce diventa tutto complicato? Vorrei stare vicino a te, Daniele e Saretta, stringervi forte e smackarvi tantissimissimo. Non sei un’egoista. Te l’ho detto mentre ti allontanavi ma non lo penso davvero: è la rabbia che fa dire cose stupidine. Ora sono pentitissima, difficilmente potrò rivederti e scherzare come facevamo da gnomette. Litigare e fare pace mi mancherà. E lo so, vale anche per te (e mi dà tanta forza questo pensiero in un momento così bruttissimissimo!): quando mi hai dato della pazza isterica e hai sperato mi chiudessero in un manicomio (sei stata proprio super cattiva!), i tuoi insulti erano la conseguenza della nostra lite. In fin dei conti, come può una mamma odiarne un’altra? É impossibilissimo!
Ad ogni modo sono certa che manterrai super riservata questa lettera e ciò che ti sto per raccontare, sei pur sempre mia sorella! Come immaginerai, a parte il mio tesoruccio, io sono sempre sola soletta. Riesco a scambiare qualche parolina quando faccio la spesa (a volte non puoi capire quanto diventi importante un grazie o un arrivederla!) o durante i turni alla tavola calda.
All’inizio ho sofferto molto e spesso un po’ di lacrimucce scendevano sul mio viso anche quando avrei voluto resistere. Con il tempo ho imparato ad apprezzare la solitudine, rende il legame tra me e il mio passerottino ancora più forte. Di tanto in tanto mi sento stretta in questa routine ugualissima ogni giorno e mi prende un pochino di malinconia: sono i giorni in cui sento di più l’assenza tua e di tutta la famiglia. In queste occasioni, per quanto il pensiero di staccarmi dal mio cucciolotto mi faccia stare iper male, mi concedo una passeggiatina senza di lui. Non dovrei lasciarlo mai da solo, faccio tutt’al più il giro dell’isolato, prima di tornare a coccolarlo dentro le mura della nostra casettina. Succede pochissimissimo, una o due volte al mese, ma camminare mi serve per riordinare tutti i pensieri dentro la mia testolina. Spesso durante la quotidianità abbiamo solo il tempo per pensare ai prossimi impegni (soprattutto se c’è un frugoletto a occuparti ogni istante!). queste piccole pause le passo sognando un futuro migliore, magari assieme a un compagno, qualcuno che mi voglia bene. Perché no? Nella mia condizione è rarissimissimo trovare un’anima comprensiva, ma sono sempre stata ottimista di natura, e prima o poi l’amore verrà anche per me, evviva!
Mi dispiace, mi sono distratta di nuovo. Mi è difficile essere sintetica con te, dopo tutto il tempo in cui non ho potuto raccontarti niente, vorrei dirti tutto! Questo messaggio sarà l’ultimo ricordo che avrai di me e mi sento in dovere di lasciare nel tuo cuore più cose possibili da custodire per sempre. Oggi pomeriggio ero fuori per una di queste distrazioncine, e davanti al portone di casa ho assistito a una scena orribilissima: una signora, avrà avuto sessanta-sessantacinque anni al massimo, è stata scippata davanti a me! Sbadatamente teneva la borsa verso la strada, è passato un motorino che andava iper veloce e qualcuno l’ha afferrata. È avvenuto tutto in un lampo, saranno stati sì e no 10 secondi, ma quanta violenza! La poverina è caduta e per un paio di metri è stata trascinata sul marciapiede, finché la tracolla non si è staccata e i bricconcelli sono potuti scappare. Ho subito soccorso la malcapitata e mi ha fatto tanta tenerezza, tratteneva a stento le lacrime! Fortunatamente non sembrava si fosse fatta nulla di grave: provava dolore al braccio e tutta la parte destra del viso era livida e graffiata, perché era a contatto con l’asfalto mentre la tiravano avanti. Poteva andare molto peggio! Voleva correre a denunciare l’accaduto alla polizia ma l’ho invitata a salire da me per calmarsi e bere un bicchiere d’acqua (non bevo bevande strane o alcolici, potrebbero far male al mio topolino!). Era evidentemente in stato di shock e, l’avessi capito subito, forse avrei evitato tutto l’orrore successivo.
Se c’è una mia responsabilità nei fatti poi accaduti è da attribuirsi a quell’invito, sono stata una stupidina. L’esperienza mi ha insegnato quanto la gente sia falsa, cattivella e invidiosa se agli altri accadono tante cosine carine, e soprattutto brava a giudicare senza cercare di comprendere quanto possa essere dura una situazione come la mia. Nonostante tutto ci casco ogni volta, tu me lo dicevi sempre: sono troppo buona e cerco di vedere del bello in tutti.
Appena entrata, la signora si è precipitata in bagno per darsi una sistemata. Io ho approfittato per controllare il mio cucciolotto (pochi minuti senza di lui e già volevo spupazzarlo!) e ho messo su la macchina del caffè. Si era sciacquata il viso e sembrava più tranquilla. Le ho offerto una tazzina e abbiamo scambiate quattro chiacchiere. Lei mi ha raccontato tante cose. Si chiamava Daria, aveva due figli e 3 nipoti: c’era una nonnina ospite della mia casetta! Non era mai stata derubata, forse per quello era così scossa. Nel portafogli aveva solo 20 euro (i birichini erano stati proprio super sfortunati!) ma le scocciava per i documenti rubati, avrebbe dovuto rifarli. Mi sembrò una bella persona e in più mamma! È stato un errore di valutazione, basta una leggerezza perché succeda un disastro disastroso!
Le ho chiesto se voleva vedere il pupazzino. Lo so, ho sbagliato, ma avevo voglia di condividere la mia gioia con qualcuno! Lei reagì subito male perché lo avevo lasciato da solo, accusandomi di essere una cattiva mamma. Poche cose sono peggiori di un insulto del genere, ma sono rimasta calma, spiegandole che il mio scarabocchietto non era mai stato in pericolo: ero uscita solo per dieci minuti.
Ormai il suo sguardo era cambiato, sembrava una pazza! Nonostante fossi infuriata per le sue insinuazioni, non riuscivo a convincerla ad andarsene. Se l’avessi cacciata, nulla di brutto sarebbe accaduto. Arrivati in camera ho acceso la luce. Ho evitato di farla avvicinare troppo, mettendomi tra lei e la culla, provando a liquidarla con un paio di “Vedi, va tutto bene, lui è sempre un angioletto”. La prepotente mi ha scansata con la forza e si è chinata su di lui per vederlo meglio. Gracchiava insulti dicendomi che era ora capissi la verità. Non ho mai tollerato urla in presenza del mio ciccino, le ho intimato di lasciarlo riposare in pace ma lei mi ha preso alla sprovvista e si è avventata su di lui, stringendogli forte il braccino e tirandolo su, fino a sollevarlo dalla culla. Io in lacrime l’ho implorata di non fargli del male e lasciarci stare, ma lei mi ignorava. Mi sono avvicinata e l’ho spinta via. Lei ha perso l’equilibrio e ha lasciato andare il mio patatino che è crollato sul pavimento.
Bea te lo giuro, da quel momento non ho capito nulla, come se una forza misteriosa si fosse impossessata di me. Quando il suo orsacchiottino è in pericoloso una madre acquisisce una forza inimmaginabile. Nella mia mente pregavo “Speriamo stia bene! Deve stare bene!” e con il corpo spingevo quella puttana tanto violentemente da farla cadere. La bastarda era una minaccia per il mio ranocchietto! Mi sono avventata su di lei e ho cominciato a colpirla in volto senza fermarmi. Picchiavo lei, la mia vita di merda, un mondo che non voleva accettare la mia voglia di essere una mamma. La vecchia troia smise di urlare ma continuai ancora e ancora. I miei pugni trovavano solo materia morbida e nonostante tutto insistevano per salire e riscendere con forza. Temevo di essere diventata cieca, vedevo rosso, un rosso che copriva qualsiasi altro colore, immagine, emozione. Ho insistito a lungo fino a quando hanno sfiorato il pavimento e mi sono lasciata andare in un piano disperato. Quella fottuta impicciona aveva pagato per la sua cattiveria ma quanto orrore, quale tragedia! Solo noi mamme riusciamo a trovare la forza contro ogni avversità!
Beatrice, ci siamo scontrate in passato ma ne sono certa: questa volta sei dalla mia parte, ti saresti comportata nello stesso modo se qualcuno avesse minacciato la tua Saretta. Non essere in pensiero, ho sistemato tutto, me la dovrei cavare. Ho un po’ di vantaggio prima che si possa sospettare di me, perché i documenti di quella megera erano stati rubati, quindi ci vorrà del tempo per identificarla, quando e se la troveranno (sono brava a nascondere le cose, ti ricordi quanti dispettucci da marmocchine?).
Ti sto spedendo questa lettera mentre mi dirigo all’aeroporto. Ho ritirato i miei pochi soldi e me ne vado all’estero. Purtroppo devo evitare di dirti dove: nel caso questo mio scritto finisse in mani sbagliate sarei in pericolo. Voglio tranquillizzarti: tramite i forum e i gruppi di mamme che frequento ho trovato una madre emigrata da diversi anni. Ha una situazione con il suo lucertolino simile alla mia. Ci ha messo in contatto con un tipo che in pochi minuti mi ha procurato dei documenti falsi (aveva una faccia loschissima e avevo tanta paura ma è stato super bravo!). È illegale e dovrei lasciarti fuori da questo tipo di informazioni per farti rischiare il meno possibile, non mi perdonerei mai se finissi in mezzo a questa storia. Te lo dico solo perché sia chiaro: cercarmi è inutile. Lo so, ti voglio tanto bene anche io, ti mando ancora tantissimi smackissimi e abbraccissimi, uno per ogni giorno in cui non ci vedremo da qui in avanti (quindi proprio super tanti). Purtroppo il destino ci ha separate. Ti porterò sempre nel mio cuoricino, sorellona. Ora devo proprio andare, il volo parte tra un paio d’ore e non posso permettermi di perderlo.
Vivi una vita felice.
Un abbraccissimo fortissimo dalla tua

Giulia

P.S.: A me piange il cuore a sapere che Sara viva senza conoscere il suo cuginetto, e immagino tu la pensi come me. Ero giù quando ho scritto la lettera e forse sono stata un po’ drammatica, magari un giorno lo troverò un modo per tornare. Immaginati che bello, senti suonare il campanello e sorpresa! Ci sono io!

P.P.S.: Mi sono dimenticata di aggiornarti sulla situazione del mio amore dopo la brutta caduta. Fortunatamente è intatto: la ceramica di cui è fatto è molto resistente, si è solo scheggiato un tallone. Porterà quel segno per il resto dei suoi giorni, come una cicatrice a ricordo di quanto sua madre sia stata superficiale a far entrare estranei in casa, e mi ricorderà sempre dove una mamma è disposta ad arrivare per proteggere il proprio cucciolo.

Fotografia di Magale

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