Quattro semplici oggetti

Il signor Doti, a quarantasei anni, capì l’inconcludenza di affidare le proprie ambizioni nelle mani dei figli e di quanto potesse essere pericoloso in termini economici ed emotivi. A quasi quarantasette, capì l’importanza del sudore e delle nozioni assimilate nell’infanzia, nel ricrearsi un lavoro da zero. A quarantasette anni, scoprì di essere un gommista: si […]

Mia e Ana

Il dolore al dorso della mano mi sorprende. Reagisco d’impulso e tento di gridare “Ahi!”, mordendomi le dita ancora in bocca. Nuove scosse di sofferenza si uniscono a quelle che già provo, ma mi costringo a resistere, decisa a terminare la missione. La furia tuttavia prende il sopravvento. In maniera inconsulta caccio il medio e […]

ItaliansBookitBetter incontra Andrea Zandomeneghi

Nome Andrea Cognome Zandomeneghi Nato a Capalbio (Grosseto) nel 1983 Riviste Narrandom, Verde Rivista, CrapulaClub Antologie ODI. Quindici declinazioni di un sentimento (Effequ) Anatomè dissezioni narrative (Edizioni Ensemble)  Libri Il giorno della nutria (Tunué 2019) Segni letterari linguaggio sofisticato, pungente ironia, ossessione, l’osceno che celiamo, la fede e le grandi questioni esistenziali, l’abuso della mente sul corpo, il conflitto, contaminazioni tra cerebrale e […]

Muffa

L’aveva tradita. Marta era seduta al tavolo della cucina senza decidersi ad andare a dormire, perché nel letto avrebbe trovato il marito: disteso sotto le coperte, su un fianco, come al solito. Se ne sarebbe stato lì, insaccato negli strati caldi di tessuto, a trasudare placida serenità e beatitudine, sprofondato nel sonno. Granitico e irremovibile. […]

Mostri

Le undici e un quarto e ancora li stava aspettando. Francesca sbuffava mentre passeggiava avanti e indietro. Si sentiva libera di esprimere il proprio malessere, nessuno la stava osservando. I banchi del luna park itinerante stavano finalmente chiudendo e la gente si avviava verso casa: l’indomani sarebbe stato un lunedì di lavoro. Si sentiva a […]

S-Consolazione

Prima le parole erano tante, si affollavano e non riuscivamo nemmeno a ricordarle tutte: ci raccontavamo più volte le stesse cose in modi sempre nuovi e ci dicevamo: stai un po’ zitto, lasciami pensare. Usavamo espressioni come: ti do la mia parola, oppure: tu che ne dici? Ora il verbo dire non ha più senso. […]

Noi puffi siam così

Lo chiamavano “puffo” perché era alto un metro e trentacinque, e tutte le volte gli si contorceva lo stomaco sentendo quel nomignolo. “Ma sei un puffo” volevano convincerlo, “non è un’offesa.” Simone allora cambiava discorso. Francesco, Christian e Tito si ritrovavano al bar Centrale le sere e la domenica pomeriggio, tollerando Simone, il puffo, per […]