Chi siamo

Per gioco. Per passione. Per sondare i nostri limiti. Perché c’è qualcosa dentro di noi che spinge per uscire sotto forma di parole. Per la voglia di raccontare, di mettere ordine a quelle emozioni che finché non imprimiamo su carta o su schermo nemmeno sappiamo definire. Perché non ne possiamo fare a meno. Mille, diecimila, centomila parole per esprimerci. Energie, entusiasmi, dubbi, incertezze, voglia di prenderci il nostro spazio e osare inclusi. Spazinclusi.

Prendete tre teste, riunitele su un balcone durante le serate estive a discutere di un’idea che diventa condivisione. Poi aggiungetene una l’anno fino a diventare sei, così folli da voler salire a bordo e condividere il percorso in quest’avventura.
Spazinclusi nasce dall’esigenza di scrivere con continuità e scambiare pareri sui nostri scritti. In questo spazio troverete i racconti scritti da un autore del collettivo o da un ospite.
Di seguito troverete le bio di ogni autore. Per saperne di più sul progetto, sulla strada che abbiamo fatto negli ultimi due anni e su quella che vorremmo fare, segnaliamo anche l’intervista che ci ha fatto ItaliansBookitBetter nel novembre del 2018.

Marco Masciangelo

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Dal punto di vista creativo è anarchico, nel senso che scrive quello che gli viene quando gli va. È convinto che sia l’ispirazione che possiede l’autore, è inutile cercarla. Per lui scrivere è una necessità, una spinta che arriva dal profondo e di cui è impossibile fare a meno, non sempre piacevole.
Odia i punti fissi, gli schemi mentali precostituiti e gli stereotipi, ama le contraddizioni. Ricorda a memoria tutte le sigle degli anni ’80 ed è molto legato a quel decennio, non tollera chi considera la letteratura un’arte superiore al cinema o al fumetto (si, sembra impossibile ma esistono ancora).
In base all’ossessione del momento sperimenta stili e generi diversi. Ha alle spalle alcuni racconti inseriti nelle raccolte auto-pubblicate dall’Associazione Cornelia Script di cui è membro e qualche esperimento di blog collettivo di racconti (ma si parla di Splinder, quindi secoli fa). Per un laboratorio dello spettacolo teatrale “Il Ratto d’Europa” ha scritto assieme agli altri partecipanti un soggetto teatrale. Scrive testi di canzoni che propone assieme al gruppo Stanza101, di cui è anche cantante.
Per lui è importante non prendersi troppo sul serio e vive l’esperienza del collettivo Spazinclusi come un gioco.
Odia le presentazioni.
Tre autori che gli hanno cambiato la vita: John Fante, Edgar Lee Master, Alan Moore.


Ileana Moriconi

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Ama la struttura ma ci si sente stretta in un attimo. Oscilla continuamente tra poli opposti, in cerca di nuovi equilibri.
Resiste, svicola e scappa dalla spinta verso la scrittura da sempre, finché non scopre per caso un corso gratuito nella biblioteca di quartiere e non trova più scuse. Da lì si apre il vaso di Pandora che non riesce più a richiudere del tutto. Malgrado ciò fatica ancora a pescare nel suo mondo interno scegliendo, fin troppo spesso, la strada più breve.
E’ talmente attratta dai meccanismi che regolano le interazioni umane da stentare talvolta a staccarsi dalla realtà. Per contro, il suo autore letterario preferito in assoluto è Haruki Murakami. Dicono che quando parla dei suoi romanzi le brillino gli occhi. Forse però, non l’hanno ancora vista parlare di Kent Haruf, suo recente incontenibile amore letterario.
Vorrebbe essere Alice alla fine del viaggio ma al momento somiglia di più al Bianconiglio.


Marco Simeoni

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Romano dalla carnagione friulana è appassionato, sin dall’adolescenza, al mondo dell’immaginazione e dei giochi di ruolo. Da figlio unico ha avuto la fortuna di avere tanti fratelli che hanno creduto nel valore dell’amicizia.
Sa sabotarsi. Grazie alla scrittura è arrivato ad accettare il pozzo nero che offusca i suoi sorrisi. Di più, ne attinge tramutandolo in un immenso calamaio ricolmo d’inchiostro.
Descrive sensazioni diverse dalla sua apparenza. Teme il banale quanto apprezza la semplicità di un testo.
Da naufrago in cerca dell’Isola che non c’è spilucca esperienze di vita. Conosce a memoria “Labyrinth” ma dimentica nomi personali battezzando molti con epiteti quasi sempre azzeccati.
Conscio dell’equazione: [buon lettore = futuro scrittore] predilige i libri alla televisione.
Inizia questo percorso tramite l’accettazione del confronto sul sito Èscrivere. Scopre il suono delle parole sotto la guida di “Stasi e Tortolini” nel loro corso di scrittura creativa.
I primi due racconti nel Blog Ananas e L’abbraccio sono risultati finalisti in due distinti concorsi e pubblicati in due rispettive antologie: “Emozioni in bianco e nero” (Edizione del Poggio) e “La fine di un amore” (Montegrappa Edizioni).


Francesca Riscaio


Legge e scrive da quando ha imparato a farlo. Ha scoperto la passione per la
parola al liceo, coltivandola poi attraverso gli studi universitari (linguistica, semiotica…).
Copywriter per formazione, ha lavorato in ambito pubblicitario, per poi seguire un diverso percorso professionale, senza però mai abbandonare la scrittura. Nel 2015 ha pubblicato come self “Il viaggio. Volume I”, primo capitolo della saga fantasy Memorie di Nael, ispirata dai racconti
della Terra Piatta di Tanith Lee. Nel luglio 2018 l’opera ha visto la luce in una nuova edizione, dopo un lungo lavoro di editing e con una nuova veste grafica, pubblicata da Antonio Tombolini Editore. Al momento, lavora al secondo volume della saga e ad altri progetti paralleli.


Sara Gambolati

Sara Gambolati
C’era una volta un libro di favole della buonanotte. Poi Piccole donne edizione integrale, Anna Frank per la tesina di terza media, d’amore per non impazzire dietro l’aoristo, di qualsiasi cosa pure di mettere giù i codici al’università. E giù a leggere scrivendo la tesi, vagliando i bandi di concorso e scorrendo le graduatorie. Coi piedi sul cruscotto in viaggio di nozze e con l’ecografo sulla pancia di quarantadue settimane; anche con la bimba sul petto, testina a destra libro a sinistra, poi cambio.Quando strilla al lavoro:il prossimo! e pensa a cosa leggerà in pausa pranzo. C’è sempre  un libro a tenerle compagnia. E allora perché non provare a scrivere?
Alcuni suoi racconti sono comparsi su Treracconti, Spaghetti Writers, Altri Animali, Senzaudio, Yawp, Carie, L’inquieto, Tuffi, L’Irrequieto, ReaderForBlind, Crapula Club.


Maurizio Donazzon

Maurizio Donazzon
Pignolo, pedante, puntiglioso, perfezionista, a volte presuntuoso e petulante. Marito innamorato. Alterna racconti contemporanei a racconti horror. Legge prevalentemente narrativa letteraria, da Jan McEwan a Mario Vargas Llosa, passando per Beppe Fenoglio. Del genere horror ha letto solo Edgar Allan Poe e poco altro, ma gli piace visitare cimiteri, catacombe, luoghi strani e bizzarri. Si è trovato a scrivere racconti orrorifici quando ha scelto di raccontare i rapporti familiari (le ceneri di Freud staranno sogghignando nella loro gelida urna greca).
Nella gioiosa et amorosa Treviso, tiene corsi di Scritture creative presso l’Arci, dove lavora. Da un Laboratorio sull’intervista è tratto il volume Storie di vita migrante, Terra Ferma Edizioni, 2015.
I suoi racconti sono presenti nei litblog WebSite Horror, Il Paradiso degli Orchi, Lahar Magazine, Sguardindiretti, Spazinclusi, Verde Rivista. Da novembre 2018 è stato autore aggiunto presso Spazinclusi.